lunedì 30 gennaio 2017

L'invenzione del peccato originale

Il peccato originale non viene mai menzionato nella Bibbia, è una pura invenzione della dottrina cristiana. L'unico appiglio per avvalorare la tesi della Chiesa è un passo dei salmi


Salmo 51,7
7Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.

Non è Dio che parla ma Davide, dopo aver peccato con Betsabea. La pietra su cui si basa l'architrave della salvezza non è altro che un sassolino, che ad un occhiata più approfondita è solo un coccio di vetro.
Gli ebrei dicono che l'uomo nasce senza peccato e sceglie come comportarsi. Mentre nel quarto vangelo si afferma che qualsiasi uomo è peccatore ed è per questo che ha bisogno di una giustificazione che lo renda "accettato" dinanzi a Dio. Probabilmente è il contrario. E' la teoria della salvezza che per essere accettata ha bisogno di un peccato o presunto tale. L'idea di peccato originale nasce quindi come giustificazione al cristianesimo.
Uno dei più influenti esponenti della patristica cristiana Sant'Agostino ritiene che l'uomo fosse stato creato simile a Dio, ma non in tutto, perché Dio conosce il male ma in quanto amore infinito non lo commette (in un altro post pubblicherò la lista dei massacri compiuti e voluti da Dio, n.d.r.), mentre l'uomo conosce il male e può compierlo. Afferma anche che l'essere umano è stato creato libero di conoscere e fare sia il male che il bene. 
Ma nel libro della Genesi è affermato proprio il contrario, all'uomo era stato proibito di conoscere il bene e il male, pena la morte, è da questo comando non rispettato che nasce il castigo. Non solo era proibito commettere il bene e il male ma anche solo di averne consapevolezza.
Il monaco e teologo Pelagio in contrapposizione con Sant'Agostino sosteneva che la salvezza per l'uomo si può raggiungere anche senza la grazia divina, l'uomo può salvarsi anche solo con le sue forze, perché è portato al bene. Ciò era inconcepibile per Sant'Agostino, secondo lui l'uomo non può salvarsi con le sue sole forze, perché a causa del peccato originale si trova in una condizione corrotta. E questo viene ereditato attraverso l'atto sessuale che è all'origine di ogni vita umana. Come può un atto che genera la vita essere peccaminoso è un mistero della fede.
Secondo la Chiesa cattolica per effetto del peccato originale, l'uomo eredita una colpa che se non viene lavata con il battesimo preclude la salvezza.
L'uomo eredita anche un'inclinazione verso il male, chiamata concupiscenza, che accompagna l'uomo nel corso della vita non costituisce in sé un peccato, ma una debolezza di base dell'essere umano che è la causa dell'agire malvagio degli uomini nella storia dell'umanità. Il peccato commesso ha alterato la stessa natura umana. 
Fin dal catechismo ci hanno raccontato questo episodio come una favoletta, ce la raccontano come tale ancora oggi che siamo adulti. Dio che crea Adamo ed Eva, l'Eden, l'albero, il serpente tentatore, il frutto proibito e la cacciata dal paradiso terrestro. Ma le cose sono andate veramente cosi?

Doppia creazione e incongruenze

Genesi 1,26-28
26E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza,
e domini sui pesci del mare e
sugli uccelli del cielo, sul bestiame,
su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".
27Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
28Dio li benedisse e disse loro:
"Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra".

Tralasciando il significato del plurale (cosa di per sé già curiosa, ma non sede di analisi in questo post) l'autore ci dice che Dio (gli Elohim) creò l'uomo a sua immagine e somiglianza. Lo crea quale essere dominante su tutta la Terra, anche sui rettili che strisciano. Quindi l'uomo in quanto essere superiore avrebbe dovuto resistere alla tentazione del serpente. E' Dio che gli dà questo potere. Dio crea sia l'uomo che la donna contemporaneamente, li invita ad accoppiarsi e riprodursi per riempire la Terra.. Qui non esiste l'Eden, non c'è il serpente tentatore, non c'è il peccato originale, non c'è il castigo. Ma andiamo avanti...

Genesi 2,4-9
4Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba
campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il
suolo 6e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo - 7allora il Signore Dio
plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere
vivente.

Qui l'autore si contraddice (ma essendo un libro ispirato da Dio, è Dio stesso che si contraddice), affermando che la terra era desolata quando crea l'uomo. Dio aveva creato solo il cielo e la terra, siamo all'inizio della creazione. In questo racconto egli non crea l'uomo ma lo plasma e non a sua (o a loro) immagine e somiglianza, lo fa usando la polvere del suolo. La creatura plasmata sembrerebbe quindi un Essere inferiore rispetto a quello della prima creazione. Se nonché qui Dio alita un soffio vitale nelle narici dell'uomo che prende vita. Sembra come se gli avesse donato un anima. Cosa che nella prima creazione non accade.

8Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. 9Il
Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui
l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.
Dunque è Dio e non l'uomo inizialmente ad occuparsi in prima persona del giardino, l'Eden, collocato ad oriente. Ma ad oriente rispetto a cosa? Che punto di riferimento prende se non c'era nulla? Crea l'albero della vita "in mezzo" al giardino e l'albero della conoscenza in un luogo non identificato.

Genesi 2,15-17
15Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
16Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17ma
dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi,
certamente moriresti".
Dio ripete l'atto di prendere l'uomo da un altra parte (chissà da dove visto che la terra era desolata e vuota) posizionandolo nell'eden come fosse un pupazzo. Quindi gli dà un comandamento, il primo della storia. Ma quale senso ha usare la paura della morte come deterrente con un essere che non conosce cosa sia la morte, dato che è il primo uomo sulla terra? 

Genesi 2,18-23
18Poi il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile".
19Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li
condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato
ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20Così l'uomo impose nomi a tutto il
bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli
fosse simile. 21Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una
delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta
all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 23Allora l'uomo disse:
"Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa.
La si chiamerà donna
perché dall'uomo è stata tolta".
...
25Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

Lasciata la vanga e le cesoie ritroviamo Dio col camice da chirurgo. Non prima di aver provato a creare un aiuto per Adamo plasmando diversi animali. Dunque deduciamo che Dio crea prima l'uomo poi gli animali. Poi Dio usa una parte di Adamo per creare la donna. Perché Adamo dice "questa volta"? C'erano stati altri tentativi di creazione non andati a buon fine prima di questo? Forse si era tentata un ibridazione uomo animale? Ciò mi fa venire in mente animali mitologici, come i centauri, metà uomo e metà cavallo. Poi l'autore sottolinea che erano entrambi nudi e non si vergognavano.

A questo punto visto la confusione è d'obbligo fare un po di chiarezza. Perché o siamo davanti a due divinità diverse oppure a due specie diverse di homo sapiens. Cronologicamente la seconda creazione doveva precedere la prima, invece l'autore non segue la conseguenza temporale. L'uomo è stato creato due volte oppure ci da due versioni discordanti dello stesso avvenimento? In entrambi i casi è qualcosa di assurdo. In realtà ciò è dovuto alla fusione di due fonti diverse, quella elohista e quella jahvista. Entrambe elaborazioni successive di miti sumeri molto più antichi e concreti.

Il peccato
Genesi 3,1-8
1Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "È
vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?". 2Rispose la donna al
serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3ma del frutto dell'albero che sta in
mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete".
4Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! 5Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si
aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". 6Allora la donna vide
che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del
suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. 7Allora si
aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero
cinture.
8Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie
si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

Qui il serpente viene definito generalmente come la bestia selvatica più astuta, stranamente non lo si definisce rettile. Il serpente esordisce con una domanda indagatrice. Eva risponde ma sbaglia, o cerca di depistare il serpente dicendo che possono mangiare da qualsiasi albero ma non da quello che sta "in mezzo" al giardino, ossia l'albero della vita se ci atteniamo a quanto scritto sopra. Allora il serpente rassicura Eva.ma non parla dell'albero della vita ma di quello della conoscenza. La confusione è enorme. Dopo aver assaggiato il frutto proibito gli occhi di Adamo ed Eva si aprono e e improvvisamente provano vergogna dei loro corpi.




Il castigo

Genesi 3,11-15
11Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato
di non mangiare?".
12Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato". 13Il
Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho
mangiato".
14Allora il Signore Dio disse al serpente:
"Poiché tu hai fatto questo,
sii tu maledetto più di tutto il bestiame
e più di tutte le bestie selvatiche;
sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
15Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe
e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno".

Erano nudi ma non sapevano di esserlo. Non ne erano consapevoli. Dunque la non vergogna nasce dalla non presa di coscienza della nudità. Come un bambino che non essendo consapevole di essere nudo non ha vergogna. Adamo accusa Eva, Eva accusa il serpente. Lo scarica barile finisce qui. Il serpente sembra l'unico che si prende la responsabilità delle proprie azioni, in quanto consapevole di ciò che aveva causato.
Dio maledice il serpente, ma essendo, secondo la chiesa, il diavolo o satana non era già un essere maledetto? Dio lo condanna a strisciare come un serpente. Ma non lo era già? Satan non è un nome proprio, è un aggettivo che significa avversario, e nella Bibbia è usato per indicare vari personaggi. Il concetto di diavolo è nato col cristianesimo. Poi Dio più che maledire l'uomo e la donna li rende edotti di cosa li aspetta fuori dall'Eden, cioè la vita come tutti la conosciamo. Dio si dimentica forse di prendersi la propria responsabilità perché in quanto essere onnipotente, onnisciente e onniveggente non è riuscito ad evitare tutto questo.

Libero arbitrio e Consapevolezza

Genesi 3,22
22Il Signore Dio disse allora: "Ecco
l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!".



Ma come potevano Adamo ed Eva fare una scelta giusta davanti alla tentazione? Come potevano scegliere tra il bene e male se non ne conoscevano la differenza? Se non ne avevano consapevolezza? Dovevano obbedire solo per aver ricevuto un imposizione dall'alto. Sembra quello che avviene ancora adesso quando seguiamo i dogmi o comandamenti della chiesa. Non bisogna fare domanda, devi solo credere e obbedire.
Il concetto di peccato nasce dalla volontà di tenere sotto controllo. Commettere un peccato è solo trasgredire un ordine, non c'è un significato morale. Ecco perché penso che è l'uomo ad aver creato Dio a propria immagine e somiglianza. Con i difetti tipici dell'uomo. 
Gli occhi che improvvisamente si aprono sembrano descrivere l'apertura del terzo occhio sperimentabile con la meditazione Kundalini. Ciò avviene quando si raggiunge un alto livello di consapevolezza. E' come se in quell'istante Adamo ed Eva avessero raggiunto un barlume d'illuminazione, un istante di consapevolezza. Ecco perché poi vengono cacciato dall'Eden, non è più gestibile. L'uomo consapevole non è controllabile, non è gestibile. Essere consapevole vuol dire vivere pienamente la vita.
L'uomo improvvisamente passa da essere un semplice giardiniere a rappresentare un pericolo per Dio. Conoscendo il bene e il male raggiunge la consapevolezza di un Dio. Il presunto "peccato" dunque ha reso l'uomo simile a un Dio. Ma non lo era già a seguito della creazione ad immagine e somiglianza di Dio?
E' una cosa folle dotare di libero arbitrio un essere senza prima dargli la consapevolezza, è come dare una pistola carica ad un bambino. Possibile che questo Dio onnisciente non si è reso conto di aver commesso un simile errore? 
Preso dalla volontà di ottenere un obbedienza cieca ha reso l'uomo un automa senza coscienza, da mantenere perennemente schiavo e debitore. L'uomo ha voluto affrancarsi da questa schiavitù. Ha scelto la consapevolezza anche se questa scelta comporta dei sacrifici. Mi viene in mente il film Matrix, dove l'eroe sceglie di scollegarsi da una realtà fittizia e sicura per abbracciare un cammino più difficile ma reale e consapevole. 





domenica 29 gennaio 2017

Il messaggio del migrante

Quando assisto ad un dibattito in TV tra opinionisti e politici pro e contro immigrazione sembra di guardare una lotta tra cani che si contendono lo stesso osso già spolpato da altri. Non faccio distinzione tra migranti e clandestini, lascio queste differenze ai professionisti della politica.
Le scene arrivate dai Balcani di gente che vive da mesi nelle tende in condizioni proibitive, aspettando in fila sotto la neve un pasto caldo, non si vedevano in Europa dalla fine dell'ultima guerra mondiale. Intanto l'Ungheria di Orban costruisce muri anti migranti e in molti altri paesi europei il dibattito si fa sempre più acceso intravedendo l'ascesa dei partiti nazionalisti. Dall'altra parte dell'oceano Trump alza muri ai confini col Messico e blocca l'ingresso in Usa a cittadini di sette paesi musulmani invischiati col terrorismo. Se solo gli indiani d'America avessero eretto muri contro la colonizzazione violenta degli europei probabilmente vivremmo in un mondo diverso. Bisogna stare attenti nel costruire muri, si potrebbe finire per rimanere intrappolati nelle mani di chi voleva proteggerci. Il pericolo più grande è un ritorno al nazionalismo ma sembra che non riusciamo ad imparare nulla dal passato. I tedeschi negli anni '30 furono convinti dai nazisti che l'origine della loro miseria era da attribuire agli ebrei. Trovare sempre il capro espiatorio è la via più facile da seguire invece di riconoscere la propria incompetenza. 
Se un immigrato sta in albergo e un italiano per strada è colpa del migrante o dello stato? Non ci sono abbastanza soldi dicono. Io invece dico che di soldi ce ne sono fin troppi. Solo che sono spesi male e distribuiti peggio. Se non sappiamo affrontare un abbondante nevicata e appena piove un po di più i torrenti esondano, e se non abbiamo ancora sconfitto le mafie di chi è la colpa? Se all'estero il costo del lavoro è minore, i salari sono più bassi e per questo siamo invasi da prodotti stranieri che creano concorrenza sleale di chi è la colpa? Delle multinazionali che si servono di manodopera sottopagata o di chi accetta queste paghe da fame? Questo tipo di globalizzazione incentrata sull'economia non può funzionare. Perché produce ricchezza solo per pochi, quelli che sono già ricchi. Se nel mondo l'1% possiede la metà del patrimonio mondiale c'è da chiedersi se il capitalismo è davvero il più efficace. Un sistema che permette tale arricchimento spropositato è quanto meno da mettere in discussione. Ma gli economisti elogiano la new economy come un dogma. E' come chiedere all'oste se il vino è buono. Quel che vogliono fare in Italia è ormai palese, importare gente disperata che accetti salari più bassi, per creare concorrenza al ribasso con gli italiani e per togliere diritti ai lavoratori abbassando la dignità e gli stipendi. Gli immigrati sono solo un arma di distrazione, un falso problema. Come veniamo usati noi quando ci dividiamo in fazioni schierandoci tra i vari partiti politici così sono adoperati per creare contrasti, aizzarci l'uno contro gli altri da politici ottusi. Anche perché dietro questi flussi di migranti ci potrebbe essere la mano invisibile di qualcuno come George Soros. Uno dei più grandi speculatori finanziari della storia. Oppure è l'attuazione del "piano Kalergi", fautore di una società multietnica. Se è giusto ammettere che non possiamo accogliere tutti è pur vero che dobbiamo permettere a quella gente di avere un motivo per rimanere nella loro terra, creare condizioni stabili e di prosperità nei loro paesi. Li abbiamo sfruttati nel corso dei secoli per mantenere il nostro benessere e ora ne paghiamo le conseguenze. 
Ci siamo mai chiesti veramente cosa spinge questi esseri umani ad abbandonare la loro terra, i loro affetti, ed intraprende un lungo viaggio rischiando la vita, finendo vittime di aguzzini senza scrupoli a cui devono elargire cospicue somme di denaro, per poi. attraversare il deserto e infine il mare su imbarcazioni di fortuna. E una arrivati qui diventato guadagni per le cooperative. Dietro tutto questo c'è una disperata speranza in un futuro migliore. Non possiamo comprendere cosa hanno visto quegli occhi, quanto il loro cuore ha tremato per gli orrori della guerra e per quanti giorni hanno patito la fame. Molti sono ragazzi giovani e aitanti notano alcuni. Ma cosa cambia? Se nel loro paese non hanno futuro? Non hanno diritto ad una possibilità come tutti? Solo per il fatto di essere nati in quei luoghi la loro vita deve essere destinata alla miseria? Qualcuno può reputarsi padrone del mondo ed impedire la libertà di sognare? Io provo stima per chi non si arrende al proprio destino e lotta per la propria vita. Scappano anche se le loro terre sono ricche di vegetazione e di una varietà di fauna incredibile, traboccano di giacimenti di gas e di petrolio, di materie prime, di metalli preziosi. Nonostante queste condizioni favorevoli non riescono a vivere degnamente. Il motivo è lo stesso per cui i ragazzi italiani sono costretti ad andare all'estero. Per colpa dell'incapacità e corruzione della classe dirigente che invece di incentivare le condizioni per creare ricchezza per i cittadini lo fa solo per le multinazionali e cooperative di partito. La ricchezza è nelle mani di pochi. Hanno una mentalità diversa dalla nostra, non possono integrarsi, contestano molti. Beh fino agli anni '70 anche noi avevamo una mentalità da sharja. L'arretratezza economica e strutturale di un paese non permette lo sviluppo culturale dello stesso. Se non c'è benessere lo sviluppo delle idee è limitato perché tutte le energie sono usate per sopravvivere. Ora capite perché ci tengono ad un livello economico appena sufficiente per vivere, così, presi dai problemi quotidiani non abbiamo tempo per sviluppare un pensiero nuovo. Lì come in Italia la classe dirigente corrotta ha svenduto la ricchezza del territorio alle multinazionali e piccoli gruppi locali di potere, che sfruttano l'immensa ricchezza a disposizione in cambio di royalty ridicole e di mazzette per i politici locali, nelle tasche dei cittadini arrivano pochi spiccioli. Si arricchiscono solo in pochi e il resto muore di fame. Se aggiungiamo che alcuni paesi vengono anche destabilizzati sistematicamente con guerre, vedi Iraq, Siria e Libia il quadro è completo. Ciò avviene perché quelle zone devono cambiare gestione, passando sotto il controllo di presidenti fantocci e compiacenti, che affidino lo sfruttamento delle risorse a multinazionali, la ricostruzione alle grandi compagnie edili americane ed europee. Alcuni paesi non hanno ricchezze da esportare e vengono dimenticati da tutti. Perché nessuno stato combatte i terroristi islamici in Sudan? Perché lì non c'è niente da depredare. Al massimo si può ricavare qualcosa dalla vendita delle armi. Ma perché non si ribellano a questa situazione? Perché ogni tentativo di ribellione viene soffocata nel sangue. I diritti civili e umani non sono garantiti, in quei paesi la tortura è uno strumento largamente abusato, come ci ricorda la fine del povero Regeni. L'Onu è uno strumento pressoché inutile in queste faccende. Avete mai visto ribellioni in Italia durante il fascismo? Solo quando il regime è stato indebolito dalla guerra i partigiani hanno avuto la possibilità di combattere alla pari.
Ricordiamoci che siamo stati dei migranti anche noi italiani e non tutti hanno dato lustro alla nostra nazione. 
Tra i migranti potrebbero nascondersi delinquenti e terroristi. Ma la paura non può fermare la solidarietà. Mi spaventa di più la delinquenza locale, mi preoccupa maggiormente la droga che ogni anno fa più morti del terrorismo, le mafie, i politici corrotti, l'abuso di potere, l'infiltrazione massonica negli apparati statali. Questi sono i miei nemici. Se il terrorista ti uccide una sola volta la criminalità e la cattiva amministrazione ti uccide tutti i giorni.perché ogni giorno ci ruba un pezzo di libertà e di futuro. L'immigrazione può dare uno scossone al nostro torpore. Il migrante ci insegna a lottare, a non arrenderci, a sperare. Quando considereremo l'immigrato come un alleato nella lotta contro il potere invece che un nemico allora avverrà la vera rivoluzione. Se non proviamo un minimo di compassione verso gli immigrati rischiamo di perdere qualcosa di più di qualche euro, rischiamo di perdere il senso di umanità e fratellanza.


venerdì 27 gennaio 2017

Ricatto morale, senso di colpa e debito

L'abbiamo provata tutti quella sensazione di sentirsi soffocare dai doveri e obblighi, costretti a vivere una vita che non sentiamo nostra. Proviamo a pensare a quante cose facciamo nell'arco di una giornata solo perché lo vogliamo o soprattutto perché siamo vittima di ricatti morali, sensi di colpa o ci sentiamo in debito verso qualcuno. In quante occasioni proviamo quella sensazione di aver deluso il prossimo o noi stessi, di aver sbagliato, di aver commesso una cattiva azione oppure ci sentiamo frustrati per aver mancato un obiettivo. Viviamo in una società basata sul ricatto morale, sul senso di colpa e sul debito. E ciò si manifesta in tutte le relazioni interpersonali. Da quando veniamo al mondo è tutto un susseguirsi di imposizioni, ordini, dogmi, regole, leggi, spesso illogiche a cui dobbiamo attenerci per non incorrere in rimproveri, punizioni, esclusioni, insulti e processi. Renderti conforme alla massa, questo è il vero obiettivo di quel mostro chiamato civiltà. Una volta uniformato al sistema nasci→lavora→produci→consuma→muori, per chi detiene il potere non sei più un problema. Diventi prevedibile e gestibile.

Famiglia

La famiglia nell'immaginario collettivo rappresenta il focolare dove dovresti essere al riparo dalle brutture della società, ma in realtà diviene spesso una gabbia dorata. I tuoi genitori ti trasmettono i loro valori ai quali devi attenerti altrimenti diventi la pecora nera della famiglia. Ti hanno dato la vita, ti hanno cresciuto e  hanno grandi aspettative su di te, non puoi deluderli. Nelle scelte di vita devi tener conto del loro giudizio e opinione. Il senso di colpa è sempre in agguato, ci sentiamo in debito perenne con la nostra famiglia.

Scuola/Lavoro

La scuola svolge un ruolo cruciale per l'indottrinamento comportamentale. La mente è facilmente plasmabile nell'età scolastica. Stare seduto e sotto controllo per più di 5 ore ti abitua a quel che farai per il resto della tua vita, lavorare. Andare a scuola anche se non hai voglia (lavorare per vivere),  rispettare e obbedire a professori e presidi (superiori e datore di lavoro). Se seguirai queste regole e studierai in cambio riceverai un buon voto (stipendio). A scuola ti costringono ad imparare un infinità di nozioni, la maggior parte delle quali non ti serviranno a niente nel corso della vita. La cosa basilare che si dovrebbe insegnare è pensare con la propria testa e vivere con consapevolezza.

Società

Ma perché pensare se la società di oggi ti offre pensieri già elaborati da altri. Ogni trasmissione televisiva trabocca di opinionisti buoni per tutte le stagioni. Sono quasi sempre gli stessi, hanno un opinione su tutto, dal terrorismo al gossip, dal calcio ai casi di cronaca nera. E i Social Network sono diventati la fiera delle banalità e superficialità, dove ognuno può esprimere la propria mediocrità.
Per ottenere approvazione sociale devi comportarti in una certa maniera, devi seguire regole, vestirti in un certo modo, avere un cospicuo conto in banca. Prova a vivere in modo diverso e alternativo e ti etichetteranno come matto. Se pensi con la tua testa divieni un eversivo e vieni osteggiato in tutti i modi. Dapprima ti deridono, poi ti insultano e infine ti isolano. E stare soli non è per tutti, bisogna avere una grande forza d'animo per non tornare a bussare alle porte della vacuità.

Partner

Per fortuna c'è l'amore, diremmo noi. E invece anche nella relazione di coppia non è raro sentirsi frustrati e incompresi. Purtroppo a volte viviamo rapporti dove l'amore è svanito, relazioni che non ci rendono felici, ma che non abbiamo il coraggio di troncare per quel maledetto senso di colpa, e così andiamo avanti per inerzia, tra litigi e incomprensioni. E anche nei casi in cui l'amore è autentico, a volte sentiamo di non riuscire a dare ciò che vorremmo e a non ripagare le sue aspettative. Il rispetto reciproco, il dialogo, la comprensione, prendersi degli spazi per sé, sono la chiave di un buon rapporto di coppia.

Amici

Non resta quindi che rifugiarsi nelle amicizie. Ma anche qui i rapporti non sono sempre sinceri. Spesso le amicizie si basano sulla convenienza. Ricorda che quando qualcuno ti dice che sei cambiato è solo perché non ha più nessun vantaggio dal tuo nuovo modo di comportarti. 

Militari/Forze dell'ordine/Magistratura

Ci sarebbe da ridere osservando l'ottusità di certe leggi e di certi atteggiamenti fascisti che rasentano il ridicolo se solo queste categorie sociali non avessero il potere di rovinarti la vita, privarti della libertà e ucciderti. Trasgredire ad un ordine per chi indossa una divisa è reato, anche se il comando è sbagliato e va contro il buon senso. Al militare viene insegnato a non pensare, ad agire eseguendo ordini e rispettare gerarchie ben precise. Il soldato non si chiede perché deve uccidere una persona che non ha mai visto in vita sua e verso cui personalmente non prova odio. Lo fa e basta, come un automa. E questo atto è più insensato di un omicidio premeditato perché non connesso ad una motivazione seppur futile se non quella di una cieca obbedienza. Se torni vivo dal fronte sei accolto come un eroe solo per il fatto di aver commesso una serie di omicidi. Invece se ti rifiuti di combattere una guerra che non ritieni giusta sei un traditore della patria, e rischi di finire davanti alla corte marziale. Per ricattarti moralmente usano parole tronfie come patria, onore, senso dello stato. La paura della privazione della libertà è un ottimo deterrente per tenerti sotto controllo.

Religione

Tutte le religioni abramitiche (Ebraismo, Cattolicesimo, Islam) sono fautrici di sensi di colpa, e fondano la loro esistenza sul ricatto morale. Ma cos'è il peccato? Trasgredire ad una lista di comandamenti e leggi rivelate ai profeti direttamente da Dio. I sacerdoti cattolici ci raccontano che nasciamo in conseguenza di un atto sessuale che la chiesa considera impuro, e con un "peccato originale" che grava su di noi. Quindi nasciamo già debitori, ricattabili e con sensi di colpa. Questa macchia può essere lavata via con riti, penitenze e con la fede. Ma leggendo con attenzione la bibbia scopriamo che del peccato originale non c'è traccia. E' un invenzione ad opera di Sant'Agostino nel IV sec. d.C. che basa la sua teoria su alcune lettere di S. Paolo. La chiesa ha costruito la propria forza sul ricatto morale, rendendosi l'unica via per evitare l'inferno. Una forza basata sulla paura del castigo.

Stato/Politica/Economia

Lo stato sembra essere fatto per rendere più complicata la vita delle persone invece di semplificarla. Devi essere un bravo cittadino, giurare fedeltà alla nazione, onorare la costituzione e pagare tasse assurde per servizi pubblici scadenti. Ti fanno pagare anche per cose già tue, come tv, case e automobili.
Ogni tanto ti regalano l'illusione della democrazia chiamandoti a votare politici inetti o corrotti.
La moneta dovrebbe essere di proprietà dei cittadini perché siamo noi che col nostro lavoro produciamo ricchezza e invece è di proprietà delle banche. Esse producono solo algoritmi e pezzi di carta a cui noi accettiamo per convenzione di dare valore. Guardate bene le banconote in corso, c'è la firma del presidente di turno della BCE (Mario Draghi). E' una proprietà di quella banca. La moneta ci viene prestata e noi paghiamo gli interessi su quel prestito. Dovrebbe invece esserci scritto proprietà dello Stato Italiano, ossia dei cittadini. Ci convincono che ognuno di noi è portatore di debito che sommato tra tutti i cittadini forma il debito pubblico. Questo è contratto dallo stato per comprare la moneta. Sembra una follia ma è proprio così. Con l'euro abbiamo perso la nostra sovranità monetaria e non siamo più liberi di fare debito per far crescere il paese, perché non abbiamo una banca nazionale come garanzia di ultima istanza. Da quando la moneta è stata sganciata dall'oro ha perso il suo valore intrinseco. Nessuno stato potrebbe ripagare i propri debiti perché quei soldi esistono solo nei server dei computer. La moneta a debito è l'arma per ricattarci e renderci per sempre debitori dello stato.



Riflessioni Finali

Il vero peccato è agire senza consapevolezza, vivere senza capire, lasciarsi travolgere dalle emozioni negative senza reagire. Il senso di colpa dovremmo provarlo verso noi stessi ogni volta che ci rendiamo conto di vivere una vita che non fa per noi. E il debito lo abbiamo verso di noi, ogni volta che ci priviamo di qualcosa che desideriamo per mancanza di coraggio e di audacia.

Dobbiamo difenderci da chi usa il nostro senso di colpa come arma per ottenere qualcosa. Da chi ci ricatta moralmente per farci fare qualcosa che non vogliamo. Impariamo a dire di NO e a coltivare un po di sano egoismo. Lavoriamo per vivere e non viviamo per lavorare. Prendiamoci del tempo da dedicare solo ed esclusivamente a noi stessi. Il tempo è prezioso, non sperperiamolo con persone e cose inutili e dannose. Ed aiutiamo chi davvero sentiamo di voler (e non dover) aiutare. Impariamo a bastarci, se non chiedi nulla non avrai debiti con nessuno. Non per isolarci ma per essere indipendenti. Meglio risparmiare ed investire che contrarre debiti. Meglio imparare a fare qualcosa da sé che dover stare sempre a chiedere aiuto. Impariamo a star soli per poter scegliere con chi stare invece di accontentarci della mediocrità.

mercoledì 25 gennaio 2017

Pianeta X e Apocalisse

Nibiru, Kachina, Nemesis, sono alcuni nomi dell'astro che secondo molte profezie porterà all'apocalisse. Non è una novità che la distruzione giunga dallo spazio. Le catastrofi planetarie avvengono con ritmi ciclici in tutto l'universo anche se in un arco di tempo di milioni di anni. Fu probabilmente un asteroide a mettere fine al dominio dei grandi rettili nel Cretaceo.
Ai nostri giorni una minaccia spaventosa sembrerebbe incombere sul genere umano. Il quale ha già rasentato più volte la totale estinzione. Sconvolgimenti climatici, veri e propri cataclismi su scala planetaria in passato hanno cancellato civiltà, trasformato continenti, modificato in maniera repentina il clima e lasciato in vita solo pochi superstiti dei nostri progenitori. Anche civiltà mitiche come Atlantide, Mu o Lemuria, sono state spazzate via da eventi naturali (per Atlantide causati dall'uso indiscriminato di energie naturali ed elettromagnetiche). Le antiche culture come i Maya, Aztechi e Inca parlano di distruzioni cicliche, causate dal fuoco (eruzioni vulcaniche e pioggia di meteoriti), dall'acqua (maremoti e inondazioni), dal vento (fortissimi uragani) e dal freddo (glaciazioni), spostamenti dell'asse terrestre, inversione dei poli magnetici, indebolimento del campo magnetico e radiazioni solari dannose per il Dna. Di queste distruzioni cicliche ne parlano anche lo storico greco Erodoto e l'astronomo babilonese Beroso. 
L'ultimo sconvolgimento in ordine temporale è stato il Diluvio. Il suo racconto è presente con sfumature diverse in tutte le civiltà del passato. Di questo diluvio le tavolette sumere ci dicono che fu causato dallo scivolamento della calotta antartica che provocò onde di marea altissime. Tutto ciò fu scatenato dal passaggio ravvicinato di Nibiru. Il pianeta perturbatore, il distruttore. Ma anche terra di origine degli "Dei" Anunnaki.

Nibiru

La teoria su Nibiru è frutto del compianto professor Zecharia Sitchin, che ha dato la sua interpretazione delle tavolette sumere. Nibiru, un pianeta con un orbita molto ellittica, con moto retrogrado, ha un periodo di rivoluzione corrispondente a 3600 anni terrestri, definito Shar. Ogni volta che entra nel sistema solare è portatore di eventi catastrofici. 4,5 miliardi di anni fa questo pianeta errante fu catturato nel sistema solare dai pianeti più esterni. La Terra non esisteva. Esisteva Tiamat, un pianeta totalmente coperto di acqua, accompagnato da Kingu, il suo satellite. Nel poema epico babilonese Enuma Elish è descritto lo scontro tra Tiamat e Kingu da una parte  e Nibiru (chiamato Marduk) e le sue Lune dall'altra. Tiamat fu spaccata a metà, una parte diventò la Terra e fu scaraventata nell'attuale porzione di cielo in compagnia di Kingu (Luna), l'altra metà completamente disintegrata diede origine alla fascia degli asteroidi. Sia su Nibiru che sulla Terra si è poi sviluppata la vita in modo simile come se nello scontro le molecole organiche si siano mescolate. Questi esseri abitanti di Nibiru sono arrivati sulla Terra 450.000 anni fa per cercare l'oro, di cui il nostro pianeta è abbondante, da usare per proteggere l'atmosfera di Nibiru. Qui hanno usato la loro tecnologia per manipolare il Dna degli ominidi dando vita all'Homo Sapiens Sapiens per aiutarli nei lavori manuali. Questa la teoria di Sitchin molto sintetizzata. 

Per approfondimenti  http://www.sitchin.com/

Ad ogni suo passaggio Nibiru rappresentava sempre un pericolo mortale  per gli sconvolgimenti che causava. Nella Bibbia Kolbrin, un antico manoscritto la cui storia è avvolta nel mistero si fa un velato riferimento ad un corpo celeste portatore di distruzione. Questo testo si dice sia stato scritto da sacerdoti egizi e druidi celtici. Comprende la narrazione di eventi passati, come la creazione, il diluvio e profezie sul futuro. In particolare parla di un "Distruttore" che apparirà quando i moti celesti saranno sovvertiti e una gran luce rossa farà capolino in cielo. Seguono poi le solite descrizioni di distruzione e cataclismi vari. E' interessante notare la presenza di riferimenti a Nibiru o ad astro simile nella Bibbia canonica:

Abacuc 3,3-4
3Dio viene da Teman, il Santo dal monte Paràn.
La sua maestà ricopre i cieli,
delle sue lodi è piena la terra.
4Il suo splendore è come la luce,
bagliori di folgore escono dalle sue mani:
là si cela la sua potenza.

Teman era una regione a sud di Israele, situata nell'odierna Arabia Saudita, una zona desertica. Perché Dio dovrebbe arrivare da quella zona? Aveva lì la sua dimora? Proprio in una terra inospitale? Teman era un termine rappresentativo del sud, quindi Dio arriva da sud. Ma perché proprio da sud? Nibiru secondo le descrizioni sumere era visibile guardando verso la porzione meridionale del cielo. Spuntava all'orizzonte da sud  E come sempre il suo arrivo è accompagnato dai soliti fenomeni atmosferici e tellurici.

Salmo 17,8
8Custodiscimi come pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali

Salmo 57,2
2Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in te mi rifugio;
mi rifugio all'ombra delle tue ali

Nibiru era spesso raffigurato come un globo alato.




                                         
Malachia 3,2
2Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del
fonditore e come la lisciva dei lavandai.

Descrive un corpo celeste capace di emanare luce e calore, proprio come Nibiru.



Giobbe 22,12-14
12 Ma Dio non è nell'alto dei cieli?
Guarda il vertice delle stelle: quanto sono alte!
13E tu dici: "Che cosa sa Dio?
Può giudicare attraverso la caligine?
14Le nubi gli fanno velo e non vede
e sulla volta dei cieli passeggia".

Salmo 19,6-7
6Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale,
esulta come prode che percorre la via.
7Egli sorge da un estremo del cielo
e la sua corsa raggiunge l'altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.

Isaia 40,22
22Egli siede sopra la volta del mondo,
da dove gli abitanti sembrano cavallette.
Egli stende il cielo come un velo,
lo spiega come una tenda dove abitare;


L'enorme orbita di Nibiru si estende nello spazio aperto.



Isaia 24,19-23
19A pezzi andrà la terra,
in frantumi si ridurrà la terra,
crollando crollerà la terra.
20Certo, barcollerà la terra come un ubriaco,
vacillerà come una tenda;
peserà su di essa la sua iniquità,
cadrà e non si rialzerà.
21In quel giorno il Signore punirà
in alto l'esercito di lassù
e qui in terra i re della terra.
22Saranno radunati e imprigionati in una fossa,
saranno rinchiusi in un carcere
e dopo lungo tempo saranno puniti.
23Arrossirà la luna,
impallidirà il sole,



Baruc 3,24-26
24Israele, quanto è grande la casa di Dio,
quanto è vasto il luogo del suo dominio!
25È grande e non ha fine,
è alto e non ha misura!
26Là nacquero i famosi giganti dei tempi antichi,
alti di statura, esperti nella guerra;

Giobbe 9,5-9
5Sposta le montagne e non lo sanno,
egli nella sua ira le sconvolge.
6Scuote la terra dal suo posto
e le sue colonne tremano.
7Comanda al sole ed esso non sorge
e alle stelle pone il suo sigillo.
8Egli da solo stende i cieli
e cammina sulle onde del mare.
9Crea l'Orsa e l'Orione,
le Pleiadi e i penetrali del cielo australe.



Kachina

La tribù americana degli Hopi profetizza di una stella blu chiamata Kachina (il colore ricorda la cometa Ison visibile nel 2015) che apparirà in cielo poco tempo prima della stella rossa Kachina, il purificatore. Questa profezia molto antica tramandata oralmente tra gli sciamani Hopi sembra riferirsi alla comparsa di un secondo sole, che porterà mutamenti nella rotazione terrestre e l'inversione dei poli magnetici.



Nemesis

Definita la compagna del sole, è una ipotetica stella nana bruna o nana rossa, situata oltre la nuba di Oort. Da alcuni studiosi è reputata l'artefice delle distruzioni cicliche ed estinzioni di massa degli ultimi 250 milioni di anni.Distante circa 1-1,5 anni luce da noi. Col suo avvicinamento ciclico porterebbe con se sciami di comete.



Il drago rosso

Nell'apocalisse di Giovanni si fa riferimento all'arrivo di Satana chiamato drago rosso. Che secondo alcune interpretazioni dovrebbe apparire durante la congiunzione astronomica del 21 agosto 2017.

Apocalisse 12,1-7
1Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul
suo capo una corona di dodici stelle. 2Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3Allora
apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette
diademi;
4la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si
pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 5Essa partorì un
figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso
Dio e verso il suo trono. 6La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché
vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
7Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago
combatteva insieme con i suoi angeli, 8ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. 9Il
grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu
precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.

La donna incinta è il pianeta Venere (le cui anomalie atmosferiche stanno iniziando a manifestarsi), un  eclissi di sole accompagnerà questa congiunzione astrale. Le dodici stelle rappresentan la costellazione del Leone. Allora arriverà Nibiru accompagnato da altri pianetini o satelliti, oppure giungerà Nemesis la stella rossastra di cui Nibiru è solo un pianeta orbitante. Questo astro trascinerà con sé comete e asteroidi verso la Terra. Eserciterà un'attrazione gravitazionale su Venere tanto che il suo equatore sarà più gonfio (incinta), e dopo un cataclisma da Venere si staccherà (nascerà) un nuovo pianeta di dimensioni minuscole ma con una forza d'attrazione notevole (composto da una parte del nucleo di Venere, ferro, nichel e altri materiali pesanti). Si dirigerà verso "Dio" (Nibiru) e diventerà un suo satellite esercitando la sua immensa forza di attrazione anche su altri pianeti del sistema solare. Venere invece vagherà nello spazio. A questo punto Nemesis farà sentire i suoi effetti sulla Terra. La battaglia planetaria avverrà come una specie di tiro alla fune gravitazionale tra i vari pianeti. Questa è solo una chiave interpretativa, prettamente astronomica. Ci sono altre chiavi di lettura ermeneutiche di queste profezia. C'è quella esegetica, semiologica e semantica.  E poi questa determinata congiunzione astronomica può essersi già verificata. L'apocalisse è una profezia che doveva compiersi nel passato. Nei vangeli Gesù stesso afferma che sarebbe tornato presto, e anche San Paolo nei suoi primi scritti dice che la parusia era imminente, per poi cambiare la prospettiva escatologica quando la promessa era stata disillusa. 
Un altra conferma che l'Apocalisse era un messaggio per i suoi contemporanei è dato dal numero della bestia, il 666, un numero in codice per indicare Nerone, come anche si accenna alla dissoluzione e caduta di Babilonia per riferirsi a Roma. 
Gli ebrei come anche altri popoli conoscevano la storia di Nemesi o Nibiru, sapevano che lassù risiede "Dio" e che in passato era apparso. Sapevano che sarebbe tornato. Ma da dove gli ebrei hanno avuto notizie di questo pianeta? Potrebbero essere stati testimoni del passaggio di Nibiru. Esserne venuti a conoscenza per contatto diretto con gli esseri di questo pianeta, oppure dai popoli confinanti con Israele. O ancora durante il periodo di schiavitù in Egitto o la deportazione a Babilonia. Per i popoli antichi l'esistenza di questo astro era una verità assodata. 
Gli ebrei assoggettati al volere di Roma vivevano nell'attesa messianica di un salvatore e del loro riscatto. Alcuni di loro esaltati dalla figura di Gesù e dalle sue parole sentivano che il ritorno di Dio era vicino, che la loro vittoria era imminente, influenzati anche dagli scritti esseni sulla battaglia finale dei figli della luce contro quelli dell'oscurità. Oppressi dalla tirannia romana e dalle persecuzioni delle prime comunità dei seguaci di Cristo. L'autore dell'Apocalisse potrebbe aver preso spunto anche dal libro del patriarca biblico Enoch, un apocrifo dell'antico testamento, in cui si descriveva la caduta degli angeli ribelli e la loro battaglia contro gli angeli fedeli a Dio Questo episodio ricorda la battaglia tra alcune divinità sumere, il ribelle Anzu affiancato dagli Igigi e il prode Ninurta coi suoi Anunnaki. Questo è l'humus da cui nasce la stesura dell'Apocalisse. 


L'anomalia di Venere, per approfondimenti Clicca qui

Il futuro della Terra

Apocalisse 21,1-3
1Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare
non c'era più. 2Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come
una sposa adorna per il suo sposo. 3Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
"Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il "Dio-con-loro".

Apocalisse 21,10-11
10L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte
grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della
gloria di Dio. 11Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro
cristallino.

Apocalisse 21,23
23La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello.

Apocalisse 22,1-2
1Mi mostrò poi un fiume d'acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e
dell'Agnello. 2In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume si trova un albero di
vita che da' dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell'albero servono a guarire le nazioni.

Apocalisse 22,4-5
4vedranno la sua faccia
e porteranno il suo nome sulla fronte.
5Non vi sarà più notte
e non avranno più bisogno di luce di lampada,
né di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà
e regneranno nei secoli dei secoli.


Questi versetti conclusivi dell'Apocalisse sembrano descrivere che la Terra cambierà la sua posizione nel cielo, probabilmente verrà catturata dalla forza magnetica di Nibiru e diventerà un suo satellite. Può anche significare che il genere umano sarà trasportato su Nibiru stesso o un suo satellite preesistente. Nibiru è raffigurato dai sumeri come un pianeta radiante di color rosso rubino, molto luminoso, con una spessa atmosfera capace di trattenere ed emanare calore.
L'acqua della vita sembra riferirsi all'elisir degli Anunnaki, una bevanda capace di allungare la durata della vita, simile all'ambrosia degli dei greci.

In conclusione 

Se non abbiamo una data certa per l'arrivo di questo astro, abbastanza prevedibili sono gli effetti che comporterà. Cambiamenti climatici, forti terremoti, eruzioni vulcaniche. Sembra quello che sta avvenendo in questi giorni. Il colore rosso dell'astro presente nelle varie tradizioni non può essere un caso. Qualcosa di terrificante nello spazio profondo c'è, ha già colpito e colpirà ancora, ma è quanto meno azzardato calcolare date esatte della fine del mondo sull'interpretazione di un testo che nel corso dei secoli ha subito vari rimaneggiamenti, aggiunte, cancellazioni, errori di trascrizioni e omissioni volute. Ogni profezia non fa altro che accrescere quel senso di ansia di cui non sentiamo la necessità. Ricordo ancora la spasmodica attesa del compimento della profezia Maya del 21 dicembre 2012. In questi anni ci sono state tante date fatidiche, tutte passate con disinvoltura. Le profezie spostano l'attenzione verso il futuro quando invece dovremmo concentrarci sul presente. Non ha senso focalizzarci su qualcosa che non possiamo cambiare. Usiamo le nostre energie e il nostro pensiero per migliorare le nostre vite e tendiamo lo sguardo verso le stelle non per avvistare distruttori ma per contemplare lo spettacolo del cosmo.


sabato 21 gennaio 2017

La chiave della percezione

Cos'è la percezione?
Dal punto di vista fisiologico la percezione si può definire come la capacità di ricevere informazioni dall'esterno e codificarle per attribuirgli un significato. Quando ad esempio guardiamo una nuvola o un albero la nostra mente assorbe delle informazioni, poi la mente analizzandole crea la realtà. La nostra mente non è dissimile da un computer. Quel che percepiamo come reale si basa sul "software" (idee, nozioni, dogmi, credenze, esperienze) installato nell'hardware (cervello). Questo analizza i dati (le cose percepite) e in base ai programmi installati crea vari file (realtà). Possiamo modificare la lettura di quei dati se usiamo programmi diversi (nuove idee, ecc...) per dare alla realtà un senso differenziato. Ovviamente ognuno è diverso e ognuno perciò vedrà la realtà a suo modo (a sua immagine e somiglianza si potrebbe dire). Cambiando i nostri pensieri possiamo anche cambiare il passato, o meglio la percezione che abbiamo di esso. Quanti rimpianti e rimorsi ci portiamo dietro, delusioni che come macigni ci impediscono di vivere il presente serenamente. Dovremmo formattare l'hard disk facendo tabula rasa dei nostri meccanismi mentali, facendo prima un backup delle nostre esperienze e ricordi per analizzarli con nuovi programmi (nuova mentalità), perché guardando con una mente diversa il nostro passato possiamo vivere meglio il nostro presente.
Ma cosa vediamo davvero?
I nostri sensi fisici non sono sufficienti a percepire tutto ciò che ci circonda. La vista riesce a recepire solo quello che il nostro spettro visivo riesce (o è stato programmato) a vedere in determinate condizioni di luce. Come anche riusciamo a sentire solo determinate frequenze. Anche gli altri sensi sono limitati. Potremmo mai conoscere che sensazione proverebbe la nostra pelle alla temperatura di un milione di °C o allo 0 assoluto ( - 273,15 °C )? No, perché il nostro organismo può sopravvivere solo entro determinate temperature. Possiamo solo immaginarlo. Osservare e pensare sono i due punti di partenza per elaborare idee e concetti. Su queste due attività si sviluppa tutta la storia umana. Le teorie, i progressi tecnico-scientifici, la matematica, la filosofia, ecc... La mente se dal punto di vista pratico è indispensabile è anche un grande ostacolo per la vera percezione perché è spesso condizionata da nozionismi e dogmi tramandati per secoli.. Questi filtri sono gli schemi, le regole che segui, spesso senza accorgertene, per dare un senso alla realtà.
Ma la realtà ha veramente senso?
Ci s'interroga spesso sul senso della vita. Che senso ha vivere? Non ha alcun senso se non quello che noi decidiamo di dargli. Secondo il principio entropico il cosmo tenderebbe dall'ordine verso il caos. Sembra quello che è successo alla storia umana. Da quando l'uomo è stato creato siamo passati da un età dell'oro, il paradiso biblico in cui l'uomo viveva una sorta di vita bucolica a stretto contatto con la/le divinità, ad un periodo di caos, e col procedere del tempo sembra che questo disordine avanzi inesorabile. Quindi sia il cosmo che le nostre vite tendendo al caos non hanno alcun senso? No se vediamo la realtà con gli occhi della mente, si se decidiamo di percepire la realtà con occhi diversi. E' proprio nel non senso che risiede la magnificenza del creato. La libertà, l'anarchia del cosmo. Noi invece ci ostiniamo a dare un senso ad ogni cosa. Cerchiamo di dare una spiegazione a tutto. Classifichiamo e codifichiamo sempre ogni aspetto della vita. Le persone, gli oggetti, i comportamenti, le emozioni. Tutto questo è frutto di elaborazioni mentali. Si può mai spiegare cos'è l'amore? Nemmeno il più grande dei poeti potrebbe. Si può solo percepire cos'è l'amore. Dovremmo imparare a percepire la realtà invece di pensarla. La mente ci permette di analizzare la realtà ma non ad avere piena consapevolezza di essa. Possiamo affermare di essere veramente noi stessi? Siamo il risultato di un insieme di fattori diversi. La famiglia, il contesto sociale in cui nasciamo e cresciamo, le nostre esperienze, quel che leggiamo e ascoltiamo. Questi sono tutti filtri imposti da altri. Basiamo le nostre vite su concetti ideati e sperimentati da altre persone, magari secoli addietro. Agiamo di conseguenza a questi filtri. E pretendiamo che gli altri agiscano secondo l'idea che abbiamo noi di quella persona o di come crediamo sia giusto comportarsi. E quando ciò non avviene ci sentiamo delusi e frustrati.
                                               


La chiave
Ci sono altri tipi di percezione: subliminale, extrasensoriale, onirica. Il nostro sub-conscio percepisce stimoli visivi o linguistici celati, appena percettibili ai sensi comuni, che si insinuano nella mente, e come un virus restano latenti pronti a manifestarsi ad una determinata contro-stimolazione. Prendere coscienza di questo è di vitale importanza nell'eradicazione di filtri e schemi mentali.. La percezione extrasensoriale, definita anche sesto senso è' quella sensazione particolare che si percepisce quando siamo posti dinanzi ad una scelta importante o ad una situazione di pericolo. Intuiamo quale sia la scelta giusta da fare, anche se a volte ci incaponiamo in elucubrazioni mentali che ci confondono le idee. E' l'istinto innato nell'uomo che lo porta a sopravvivere ai mille pericoli della vita. Fidatevi sempre del vostro intuito. A volte quando entriamo in una stanza o ci troviamo in un luogo avvertiamo una strana sensazione di disagio, oppure una sensazione di pace. In quel momento stiamo percependo energie che quel luogo emana. Lo stesso avviene con le persone, ci sono alcune che ti irritano con la sola presenza, che ti risucchiano le energie e altre invece che ti danno un senso di tranquillità e trasmettono energie positive. Non capite il perché sapete solo che è così. La percezione più sottile avviene attraverso l'intuito. E' possibile allenare l'intuito attraverso la meditazione e la stimolazione della ghiandola pineale. Più una mente è leggera e libera da inutili fardelli più è propensa a intuire e sentire l'energia. L'intuito sviluppato al massimo livello diventa illuminazione. C'è un altro tipo di percezione, quella onirica. Spesso le migliori intuizioni avvengono mentre stiamo per addormentarci o durante i sogni, oppure al mattino appena svegli. Ciò avviene perché in quei frangenti la mente è rilassata, lavora di meno, i pensieri rallentano e lasciano spazio alle intuizioni. Per far si che ciò avvenga con maggiore frequenza bisogna raggiungere un certo grado di consapevolezza. Se sei consapevole di ciò che ti circonda le intuizioni arriveranno da sé. La consapevolezza è la capacità di comprendere la realtà per quel che è, senza filtri.e schemi. Non significa andare controcorrente ed essere alternativo per partito preso. Ma essere consapevole del perché decidiamo di fare scelte alternative. Questa è la vera libertà. Essere consapevole, per esempio, non significa annullare la differenza di ciò che è bene e ciò che è male ma essere consapevole che una determinata azione o scelta comporterà imprescindibilmente qualcosa di bene o male, ed agire con cognizione di causa. Il vantaggio di una scelta consapevole è l'agire senza paure, titubanze, rimorsi, agire con "spietata" determinazione. E' il potere di scegliere consapevolmente, di percepire la "vera" realtà e intuire ciò che è giusto per noi e ci rende davvero felici.
Alcuni consigli:
  • "Vivete nel mondo e al contempo fuori dal mondo. Siate ineffabili agli altri, per non essere preda ma cacciatore. Non lasciatevi prosciugare l'energia vitale dai pessimisti. Nutritevi dell'energia che emanano le persone positive" (cit. Carlos Castaneda).
  • Non c'è bisogno di alcun salvatore, ognuno può salvarsi da sé. Non aspettate l'intervento divino o qualcosa o qualcuno che vi cambi la vita. Siate i protagonisti, gli artefici della vostra felicità..
  • Dominate la mente e dominerete la realtà. Fermate lo scorrere dei pensieri e vivete nel presente. Conta solo il qui e ora, siate presenti a voi stessi.
  • Le cose sono importanti perché noi decidiamo che lo siano o perché qualcuno ce lo fa credere. Nessuno può dirvi come vivere, nessun dogma, nessuna religione. Conta solo ciò che con consapevolezza ritenete importante.
  • Fate di ogni attimo che vi è stato concesso un uso costruttivo. Non sappiamo quanto tempo ci è stato dato da vivere, per cui perché sprecare tempo con pensieri inutili e dannosi  che ci fanno annegare nell'infelicità? Nessun ansia di vivere, ma coraggio e sicurezza.
  • Non dovete dimostrare niente a nessuno, tanto meno a voi stessi. Non siete in una competizione dove bisogna vincere per forza. Non c'è un premio da ricevere. Ognuno è libero di vivere come vuole, accelerare, fermarsi, o proseguire lentamente verso la propria meta.
  • Diffidate da psicologi e psichiatri che vi spingono ad unificarvi alla massa nel modo di vivere e di pensare. Siate differenti. Se vi sentite disadattati in questo mondo non è follia è saggezza.
  • Percepite la realtà con consapevolezza e vivete la vostra unicità.  
    
Per approfondimenti su Carlos Castaneda