sabato 21 gennaio 2017

La chiave della percezione

Cos'è la percezione?
Dal punto di vista fisiologico la percezione si può definire come la capacità di ricevere informazioni dall'esterno e codificarle per attribuirgli un significato. Quando ad esempio guardiamo una nuvola o un albero la nostra mente assorbe delle informazioni, poi la mente analizzandole crea la realtà. La nostra mente non è dissimile da un computer. Quel che percepiamo come reale si basa sul "software" (idee, nozioni, dogmi, credenze, esperienze) installato nell'hardware (cervello). Questo analizza i dati (le cose percepite) e in base ai programmi installati crea vari file (realtà). Possiamo modificare la lettura di quei dati se usiamo programmi diversi (nuove idee, ecc...) per dare alla realtà un senso differenziato. Ovviamente ognuno è diverso e ognuno perciò vedrà la realtà a suo modo (a sua immagine e somiglianza si potrebbe dire). Cambiando i nostri pensieri possiamo anche cambiare il passato, o meglio la percezione che abbiamo di esso. Quanti rimpianti e rimorsi ci portiamo dietro, delusioni che come macigni ci impediscono di vivere il presente serenamente. Dovremmo formattare l'hard disk facendo tabula rasa dei nostri meccanismi mentali, facendo prima un backup delle nostre esperienze e ricordi per analizzarli con nuovi programmi (nuova mentalità), perché guardando con una mente diversa il nostro passato possiamo vivere meglio il nostro presente.
Ma cosa vediamo davvero?
I nostri sensi fisici non sono sufficienti a percepire tutto ciò che ci circonda. La vista riesce a recepire solo quello che il nostro spettro visivo riesce (o è stato programmato) a vedere in determinate condizioni di luce. Come anche riusciamo a sentire solo determinate frequenze. Anche gli altri sensi sono limitati. Potremmo mai conoscere che sensazione proverebbe la nostra pelle alla temperatura di un milione di °C o allo 0 assoluto ( - 273,15 °C )? No, perché il nostro organismo può sopravvivere solo entro determinate temperature. Possiamo solo immaginarlo. Osservare e pensare sono i due punti di partenza per elaborare idee e concetti. Su queste due attività si sviluppa tutta la storia umana. Le teorie, i progressi tecnico-scientifici, la matematica, la filosofia, ecc... La mente se dal punto di vista pratico è indispensabile è anche un grande ostacolo per la vera percezione perché è spesso condizionata da nozionismi e dogmi tramandati per secoli.. Questi filtri sono gli schemi, le regole che segui, spesso senza accorgertene, per dare un senso alla realtà.
Ma la realtà ha veramente senso?
Ci s'interroga spesso sul senso della vita. Che senso ha vivere? Non ha alcun senso se non quello che noi decidiamo di dargli. Secondo il principio entropico il cosmo tenderebbe dall'ordine verso il caos. Sembra quello che è successo alla storia umana. Da quando l'uomo è stato creato siamo passati da un età dell'oro, il paradiso biblico in cui l'uomo viveva una sorta di vita bucolica a stretto contatto con la/le divinità, ad un periodo di caos, e col procedere del tempo sembra che questo disordine avanzi inesorabile. Quindi sia il cosmo che le nostre vite tendendo al caos non hanno alcun senso? No se vediamo la realtà con gli occhi della mente, si se decidiamo di percepire la realtà con occhi diversi. E' proprio nel non senso che risiede la magnificenza del creato. La libertà, l'anarchia del cosmo. Noi invece ci ostiniamo a dare un senso ad ogni cosa. Cerchiamo di dare una spiegazione a tutto. Classifichiamo e codifichiamo sempre ogni aspetto della vita. Le persone, gli oggetti, i comportamenti, le emozioni. Tutto questo è frutto di elaborazioni mentali. Si può mai spiegare cos'è l'amore? Nemmeno il più grande dei poeti potrebbe. Si può solo percepire cos'è l'amore. Dovremmo imparare a percepire la realtà invece di pensarla. La mente ci permette di analizzare la realtà ma non ad avere piena consapevolezza di essa. Possiamo affermare di essere veramente noi stessi? Siamo il risultato di un insieme di fattori diversi. La famiglia, il contesto sociale in cui nasciamo e cresciamo, le nostre esperienze, quel che leggiamo e ascoltiamo. Questi sono tutti filtri imposti da altri. Basiamo le nostre vite su concetti ideati e sperimentati da altre persone, magari secoli addietro. Agiamo di conseguenza a questi filtri. E pretendiamo che gli altri agiscano secondo l'idea che abbiamo noi di quella persona o di come crediamo sia giusto comportarsi. E quando ciò non avviene ci sentiamo delusi e frustrati.
                                               


La chiave
Ci sono altri tipi di percezione: subliminale, extrasensoriale, onirica. Il nostro sub-conscio percepisce stimoli visivi o linguistici celati, appena percettibili ai sensi comuni, che si insinuano nella mente, e come un virus restano latenti pronti a manifestarsi ad una determinata contro-stimolazione. Prendere coscienza di questo è di vitale importanza nell'eradicazione di filtri e schemi mentali.. La percezione extrasensoriale, definita anche sesto senso è' quella sensazione particolare che si percepisce quando siamo posti dinanzi ad una scelta importante o ad una situazione di pericolo. Intuiamo quale sia la scelta giusta da fare, anche se a volte ci incaponiamo in elucubrazioni mentali che ci confondono le idee. E' l'istinto innato nell'uomo che lo porta a sopravvivere ai mille pericoli della vita. Fidatevi sempre del vostro intuito. A volte quando entriamo in una stanza o ci troviamo in un luogo avvertiamo una strana sensazione di disagio, oppure una sensazione di pace. In quel momento stiamo percependo energie che quel luogo emana. Lo stesso avviene con le persone, ci sono alcune che ti irritano con la sola presenza, che ti risucchiano le energie e altre invece che ti danno un senso di tranquillità e trasmettono energie positive. Non capite il perché sapete solo che è così. La percezione più sottile avviene attraverso l'intuito. E' possibile allenare l'intuito attraverso la meditazione e la stimolazione della ghiandola pineale. Più una mente è leggera e libera da inutili fardelli più è propensa a intuire e sentire l'energia. L'intuito sviluppato al massimo livello diventa illuminazione. C'è un altro tipo di percezione, quella onirica. Spesso le migliori intuizioni avvengono mentre stiamo per addormentarci o durante i sogni, oppure al mattino appena svegli. Ciò avviene perché in quei frangenti la mente è rilassata, lavora di meno, i pensieri rallentano e lasciano spazio alle intuizioni. Per far si che ciò avvenga con maggiore frequenza bisogna raggiungere un certo grado di consapevolezza. Se sei consapevole di ciò che ti circonda le intuizioni arriveranno da sé. La consapevolezza è la capacità di comprendere la realtà per quel che è, senza filtri.e schemi. Non significa andare controcorrente ed essere alternativo per partito preso. Ma essere consapevole del perché decidiamo di fare scelte alternative. Questa è la vera libertà. Essere consapevole, per esempio, non significa annullare la differenza di ciò che è bene e ciò che è male ma essere consapevole che una determinata azione o scelta comporterà imprescindibilmente qualcosa di bene o male, ed agire con cognizione di causa. Il vantaggio di una scelta consapevole è l'agire senza paure, titubanze, rimorsi, agire con "spietata" determinazione. E' il potere di scegliere consapevolmente, di percepire la "vera" realtà e intuire ciò che è giusto per noi e ci rende davvero felici.
Alcuni consigli:
  • "Vivete nel mondo e al contempo fuori dal mondo. Siate ineffabili agli altri, per non essere preda ma cacciatore. Non lasciatevi prosciugare l'energia vitale dai pessimisti. Nutritevi dell'energia che emanano le persone positive" (cit. Carlos Castaneda).
  • Non c'è bisogno di alcun salvatore, ognuno può salvarsi da sé. Non aspettate l'intervento divino o qualcosa o qualcuno che vi cambi la vita. Siate i protagonisti, gli artefici della vostra felicità..
  • Dominate la mente e dominerete la realtà. Fermate lo scorrere dei pensieri e vivete nel presente. Conta solo il qui e ora, siate presenti a voi stessi.
  • Le cose sono importanti perché noi decidiamo che lo siano o perché qualcuno ce lo fa credere. Nessuno può dirvi come vivere, nessun dogma, nessuna religione. Conta solo ciò che con consapevolezza ritenete importante.
  • Fate di ogni attimo che vi è stato concesso un uso costruttivo. Non sappiamo quanto tempo ci è stato dato da vivere, per cui perché sprecare tempo con pensieri inutili e dannosi  che ci fanno annegare nell'infelicità? Nessun ansia di vivere, ma coraggio e sicurezza.
  • Non dovete dimostrare niente a nessuno, tanto meno a voi stessi. Non siete in una competizione dove bisogna vincere per forza. Non c'è un premio da ricevere. Ognuno è libero di vivere come vuole, accelerare, fermarsi, o proseguire lentamente verso la propria meta.
  • Diffidate da psicologi e psichiatri che vi spingono ad unificarvi alla massa nel modo di vivere e di pensare. Siate differenti. Se vi sentite disadattati in questo mondo non è follia è saggezza.
  • Percepite la realtà con consapevolezza e vivete la vostra unicità.  
    
Per approfondimenti su Carlos Castaneda

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