lunedì 30 gennaio 2017

L'invenzione del peccato originale

Il peccato originale non viene mai menzionato nella Bibbia, è una pura invenzione della dottrina cristiana. L'unico appiglio per avvalorare la tesi della Chiesa è un passo dei salmi


Salmo 51,7
7Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.

Non è Dio che parla ma Davide, dopo aver peccato con Betsabea. La pietra su cui si basa l'architrave della salvezza non è altro che un sassolino, che ad un occhiata più approfondita è solo un coccio di vetro.
Gli ebrei dicono che l'uomo nasce senza peccato e sceglie come comportarsi. Mentre nel quarto vangelo si afferma che qualsiasi uomo è peccatore ed è per questo che ha bisogno di una giustificazione che lo renda "accettato" dinanzi a Dio. Probabilmente è il contrario. E' la teoria della salvezza che per essere accettata ha bisogno di un peccato o presunto tale. L'idea di peccato originale nasce quindi come giustificazione al cristianesimo.
Uno dei più influenti esponenti della patristica cristiana Sant'Agostino ritiene che l'uomo fosse stato creato simile a Dio, ma non in tutto, perché Dio conosce il male ma in quanto amore infinito non lo commette (in un altro post pubblicherò la lista dei massacri compiuti e voluti da Dio, n.d.r.), mentre l'uomo conosce il male e può compierlo. Afferma anche che l'essere umano è stato creato libero di conoscere e fare sia il male che il bene. 
Ma nel libro della Genesi è affermato proprio il contrario, all'uomo era stato proibito di conoscere il bene e il male, pena la morte, è da questo comando non rispettato che nasce il castigo. Non solo era proibito commettere il bene e il male ma anche solo di averne consapevolezza.
Il monaco e teologo Pelagio in contrapposizione con Sant'Agostino sosteneva che la salvezza per l'uomo si può raggiungere anche senza la grazia divina, l'uomo può salvarsi anche solo con le sue forze, perché è portato al bene. Ciò era inconcepibile per Sant'Agostino, secondo lui l'uomo non può salvarsi con le sue sole forze, perché a causa del peccato originale si trova in una condizione corrotta. E questo viene ereditato attraverso l'atto sessuale che è all'origine di ogni vita umana. Come può un atto che genera la vita essere peccaminoso è un mistero della fede.
Secondo la Chiesa cattolica per effetto del peccato originale, l'uomo eredita una colpa che se non viene lavata con il battesimo preclude la salvezza.
L'uomo eredita anche un'inclinazione verso il male, chiamata concupiscenza, che accompagna l'uomo nel corso della vita non costituisce in sé un peccato, ma una debolezza di base dell'essere umano che è la causa dell'agire malvagio degli uomini nella storia dell'umanità. Il peccato commesso ha alterato la stessa natura umana. 
Fin dal catechismo ci hanno raccontato questo episodio come una favoletta, ce la raccontano come tale ancora oggi che siamo adulti. Dio che crea Adamo ed Eva, l'Eden, l'albero, il serpente tentatore, il frutto proibito e la cacciata dal paradiso terrestro. Ma le cose sono andate veramente cosi?

Doppia creazione e incongruenze

Genesi 1,26-28
26E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza,
e domini sui pesci del mare e
sugli uccelli del cielo, sul bestiame,
su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".
27Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
28Dio li benedisse e disse loro:
"Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra".

Tralasciando il significato del plurale (cosa di per sé già curiosa, ma non sede di analisi in questo post) l'autore ci dice che Dio (gli Elohim) creò l'uomo a sua immagine e somiglianza. Lo crea quale essere dominante su tutta la Terra, anche sui rettili che strisciano. Quindi l'uomo in quanto essere superiore avrebbe dovuto resistere alla tentazione del serpente. E' Dio che gli dà questo potere. Dio crea sia l'uomo che la donna contemporaneamente, li invita ad accoppiarsi e riprodursi per riempire la Terra.. Qui non esiste l'Eden, non c'è il serpente tentatore, non c'è il peccato originale, non c'è il castigo. Ma andiamo avanti...

Genesi 2,4-9
4Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba
campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il
suolo 6e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo - 7allora il Signore Dio
plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere
vivente.

Qui l'autore si contraddice (ma essendo un libro ispirato da Dio, è Dio stesso che si contraddice), affermando che la terra era desolata quando crea l'uomo. Dio aveva creato solo il cielo e la terra, siamo all'inizio della creazione. In questo racconto egli non crea l'uomo ma lo plasma e non a sua (o a loro) immagine e somiglianza, lo fa usando la polvere del suolo. La creatura plasmata sembrerebbe quindi un Essere inferiore rispetto a quello della prima creazione. Se nonché qui Dio alita un soffio vitale nelle narici dell'uomo che prende vita. Sembra come se gli avesse donato un anima. Cosa che nella prima creazione non accade.

8Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. 9Il
Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui
l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.
Dunque è Dio e non l'uomo inizialmente ad occuparsi in prima persona del giardino, l'Eden, collocato ad oriente. Ma ad oriente rispetto a cosa? Che punto di riferimento prende se non c'era nulla? Crea l'albero della vita "in mezzo" al giardino e l'albero della conoscenza in un luogo non identificato.

Genesi 2,15-17
15Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
16Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17ma
dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi,
certamente moriresti".
Dio ripete l'atto di prendere l'uomo da un altra parte (chissà da dove visto che la terra era desolata e vuota) posizionandolo nell'eden come fosse un pupazzo. Quindi gli dà un comandamento, il primo della storia. Ma quale senso ha usare la paura della morte come deterrente con un essere che non conosce cosa sia la morte, dato che è il primo uomo sulla terra? 

Genesi 2,18-23
18Poi il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile".
19Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li
condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato
ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20Così l'uomo impose nomi a tutto il
bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli
fosse simile. 21Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una
delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta
all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 23Allora l'uomo disse:
"Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa.
La si chiamerà donna
perché dall'uomo è stata tolta".
...
25Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

Lasciata la vanga e le cesoie ritroviamo Dio col camice da chirurgo. Non prima di aver provato a creare un aiuto per Adamo plasmando diversi animali. Dunque deduciamo che Dio crea prima l'uomo poi gli animali. Poi Dio usa una parte di Adamo per creare la donna. Perché Adamo dice "questa volta"? C'erano stati altri tentativi di creazione non andati a buon fine prima di questo? Forse si era tentata un ibridazione uomo animale? Ciò mi fa venire in mente animali mitologici, come i centauri, metà uomo e metà cavallo. Poi l'autore sottolinea che erano entrambi nudi e non si vergognavano.

A questo punto visto la confusione è d'obbligo fare un po di chiarezza. Perché o siamo davanti a due divinità diverse oppure a due specie diverse di homo sapiens. Cronologicamente la seconda creazione doveva precedere la prima, invece l'autore non segue la conseguenza temporale. L'uomo è stato creato due volte oppure ci da due versioni discordanti dello stesso avvenimento? In entrambi i casi è qualcosa di assurdo. In realtà ciò è dovuto alla fusione di due fonti diverse, quella elohista e quella jahvista. Entrambe elaborazioni successive di miti sumeri molto più antichi e concreti.

Il peccato
Genesi 3,1-8
1Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "È
vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?". 2Rispose la donna al
serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3ma del frutto dell'albero che sta in
mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete".
4Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! 5Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si
aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". 6Allora la donna vide
che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del
suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. 7Allora si
aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero
cinture.
8Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie
si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

Qui il serpente viene definito generalmente come la bestia selvatica più astuta, stranamente non lo si definisce rettile. Il serpente esordisce con una domanda indagatrice. Eva risponde ma sbaglia, o cerca di depistare il serpente dicendo che possono mangiare da qualsiasi albero ma non da quello che sta "in mezzo" al giardino, ossia l'albero della vita se ci atteniamo a quanto scritto sopra. Allora il serpente rassicura Eva.ma non parla dell'albero della vita ma di quello della conoscenza. La confusione è enorme. Dopo aver assaggiato il frutto proibito gli occhi di Adamo ed Eva si aprono e e improvvisamente provano vergogna dei loro corpi.




Il castigo

Genesi 3,11-15
11Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato
di non mangiare?".
12Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato". 13Il
Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho
mangiato".
14Allora il Signore Dio disse al serpente:
"Poiché tu hai fatto questo,
sii tu maledetto più di tutto il bestiame
e più di tutte le bestie selvatiche;
sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
15Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe
e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno".

Erano nudi ma non sapevano di esserlo. Non ne erano consapevoli. Dunque la non vergogna nasce dalla non presa di coscienza della nudità. Come un bambino che non essendo consapevole di essere nudo non ha vergogna. Adamo accusa Eva, Eva accusa il serpente. Lo scarica barile finisce qui. Il serpente sembra l'unico che si prende la responsabilità delle proprie azioni, in quanto consapevole di ciò che aveva causato.
Dio maledice il serpente, ma essendo, secondo la chiesa, il diavolo o satana non era già un essere maledetto? Dio lo condanna a strisciare come un serpente. Ma non lo era già? Satan non è un nome proprio, è un aggettivo che significa avversario, e nella Bibbia è usato per indicare vari personaggi. Il concetto di diavolo è nato col cristianesimo. Poi Dio più che maledire l'uomo e la donna li rende edotti di cosa li aspetta fuori dall'Eden, cioè la vita come tutti la conosciamo. Dio si dimentica forse di prendersi la propria responsabilità perché in quanto essere onnipotente, onnisciente e onniveggente non è riuscito ad evitare tutto questo.

Libero arbitrio e Consapevolezza

Genesi 3,22
22Il Signore Dio disse allora: "Ecco
l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!".



Ma come potevano Adamo ed Eva fare una scelta giusta davanti alla tentazione? Come potevano scegliere tra il bene e male se non ne conoscevano la differenza? Se non ne avevano consapevolezza? Dovevano obbedire solo per aver ricevuto un imposizione dall'alto. Sembra quello che avviene ancora adesso quando seguiamo i dogmi o comandamenti della chiesa. Non bisogna fare domanda, devi solo credere e obbedire.
Il concetto di peccato nasce dalla volontà di tenere sotto controllo. Commettere un peccato è solo trasgredire un ordine, non c'è un significato morale. Ecco perché penso che è l'uomo ad aver creato Dio a propria immagine e somiglianza. Con i difetti tipici dell'uomo. 
Gli occhi che improvvisamente si aprono sembrano descrivere l'apertura del terzo occhio sperimentabile con la meditazione Kundalini. Ciò avviene quando si raggiunge un alto livello di consapevolezza. E' come se in quell'istante Adamo ed Eva avessero raggiunto un barlume d'illuminazione, un istante di consapevolezza. Ecco perché poi vengono cacciato dall'Eden, non è più gestibile. L'uomo consapevole non è controllabile, non è gestibile. Essere consapevole vuol dire vivere pienamente la vita.
L'uomo improvvisamente passa da essere un semplice giardiniere a rappresentare un pericolo per Dio. Conoscendo il bene e il male raggiunge la consapevolezza di un Dio. Il presunto "peccato" dunque ha reso l'uomo simile a un Dio. Ma non lo era già a seguito della creazione ad immagine e somiglianza di Dio?
E' una cosa folle dotare di libero arbitrio un essere senza prima dargli la consapevolezza, è come dare una pistola carica ad un bambino. Possibile che questo Dio onnisciente non si è reso conto di aver commesso un simile errore? 
Preso dalla volontà di ottenere un obbedienza cieca ha reso l'uomo un automa senza coscienza, da mantenere perennemente schiavo e debitore. L'uomo ha voluto affrancarsi da questa schiavitù. Ha scelto la consapevolezza anche se questa scelta comporta dei sacrifici. Mi viene in mente il film Matrix, dove l'eroe sceglie di scollegarsi da una realtà fittizia e sicura per abbracciare un cammino più difficile ma reale e consapevole. 





Nessun commento:

Posta un commento