giovedì 13 gennaio 2022

Il misterioso mondo della sincronicità

A molte persone capita spesso di vedere sequenze numeriche armoniche, ad esempio guardando l'orologio succede a volte di osservare determinati numeri, come 11:11, 12:34, 03:33, ecc... Questi e altri modelli sincronici sono definite come delle strane "coincidenze" che sfidano la logica e spesso vengono spiegate tirando in ballo la magia o presenze spirituali. Anche la scienza ultimamente si sta occupando della relazione tra gli avvenimenti e la fisica quantistica con nuovi modelli matematici e teorie affascinanti sta rivoluzionando il modo di vedere la realtà.

Lo strano mondo della sincronicità

Cosa ti ha portato qui? Perché proprio in questo momento in cui potresti essere ovunque a fare qualcos'altro? Molte volte capita di porsi queste domande. Questi e altri quesiti rischiano di farti ammattire e a volte creano una strana e meravigliosa confusione. Ci s'invischia in elucubrazioni per dare un senso e un significato tangibile a tutto ciò..

Ciò che dobbiamo capire innanzitutto è che è difficile spiegare la sincronicità da un punto di vista puramente logico, anzi capita spesso di doversi arrendere ed ammettere di non essere in grado di trovare un senso ad alcuni avvenimenti che accadono. Questo perché non conosciamo perfettamente il modo di operare di forze superiori ed insondabili.
E' bene considerare quindi che la sincronicità non funziona sul piano razionale ma su di un livello più sottile, ciò nonostante, esercitando l'attenzione e la concentrazione, può essere compreso completamente o in parte dalla mente umana. 

Cos'è la sincronicità? 

La sincronicità è una sequenza di eventi che coincidono l'uno con l'altro e hanno significati importanti, correlati tra di loro. Questi eventi appariranno solo un caso se li osserviamo con superficialità, ma non sono in alcun modo una coincidenza. 

La sincronicità differisce dalla coincidenza. Una coincidenza potrebbe essere starnutire mentre allo stesso tempo scoppia un fuoco d'artificio. Può essere un po' strano che accada, ma nella maggior parte dei casi non ci sarebbe un significato importante.

Tipi di sincronicità:

  • Predittiva: ossia quando vedi, pensi o fai qualcosa che si collega a un risultato. L'esempio classico è pensare a qualcuno e ricevere in breve tempo una sua telefonata. 
  • Guida: ossia quando tutti i segni ti guidano verso un risultato specifico. Potresti pensare per esempio di rinunciare alla tua carriera musicale a causa della mancanza di opportunità e, proprio mentre stai per farlo, riceverai una proposta interessante di lavoro.
  • Ponderante: ossia quando si è costretti a riflettere a causa di un evento sincronistico. Un esempio potrebbe essere se decidessi di annullare la tua iscrizione in palestra e poi ti capita di guardare un programma in TV dove parlano dei benefici dell'attività fisica, facendoti riflettere se hai preso la decisione giusta o meno. 
  • Test: ossia quando la sincronicità ti mette alla prova. Per esempio hai cominciato a mangiare sano, e ti ritrovi con amici ad un buffet con cibi squisiti ma poco salutari. In questo caso la sincronicità sta testando la tua forza di volontà.

Le sincronicità accadono in continuazione

Una cosa che potete notare tutti è che ci sono sempre state delle sincronicità nelle nostre vita. Di queste molte non vengono comprese subito, o addirittura non verranno mai nemmeno percepite. Bisogna avere una mente allenata e aperta e per riconoscerle.
La vera sfida sta nel capire gli eventi sincronici e assecondarli. La cosa magica è che più li asseconderai più avverranno.
Non andare alla ricerca di qualcosa che non c'è, che esiste solo nella tua mente, ma impara a riconoscere un evento sincronico distinguendolo dalle banali coincidenze. Se una perfetta combinazione di eventi sembra caderti dal cielo nel momento perfetto e decidi di non seguirla, stai sprecando un'occasione che la sincronicità ti sta donando.
Quando inizierai a vivere e seguire pienamente questi eventi sincronici inizierai a ricevere dei piccoli segni, come ad esempio l'apparizione di numeri sempre uguali che nascondono un significato e un messaggio spirituale.

Sincronicità nella tua vita

Prova a ripensare ad ogni evento significativo della tua vita, sono sicuro che è pieno di sincronicità e di solito è più importante è l'evento e più sincronicità viene espressa. Pensate ad esempio a come avete conosciuto l'amore della vostra vita, oppure come avete scelto dove abitare. Ripensate anche alle occasioni mancate, a quando non avete dato retta a segnali particolari e avete chiuso la porta alla sincronicità.

Perché esiste la sincronicità? 

La sincronicità serve a molti scopi; può servire ad esempio a ricordarti che sei sulla strada giusta o al contrario che ti sei smarrito. Può essere di orientamento nelle decisioni importanti, a volte può metterti alla prova, a volte invece ti porterà a formare relazioni significative e altre volte è lì solo per farti riflettere, per far si che ti fermi e sii presente a te stesso. Concludendo la sincronicità è una straordinaria risorsa ed opportunità che l'universo ci ha dato per cogliere ogni occasione e migliorare la nostra vita.

lunedì 10 gennaio 2022

Paura e meditazione

La paura è uno degli istinti animali più importanti, essa ha giocato un ruolo determinante per l'evoluzione degli esseri viventi. Senza la paura si morirebbe nei modi più stupidi e saremmo condannati ad estinguerci presto. Ci sono paure ataviche e ancestrali che ci portiamo dentro il nostro DNA ed esistono poi molti altri tipi di paura, di vario genere ed intensità. Spesso la paura è solo frutto della nostra mente e non trova corrispondenza nella realtà. Quando queste paure prendono il sopravvento sulla nostra mente si trasformano in stati ansiosi che possono sfociare in veri e propri attacchi di panico. Tra le varie tecniche per superare la paura una delle più efficaci è la meditazione. Controllare la mente e il respiro è fondamentale per tenere a bada le nostre paure. Ma raggiungere un livello che dia dei risultati apprezzabili e dei benefici duraturi richiede tempo e costanza. Bisogna inoltre far presente che per chi non è avvezzo alle pratiche meditative l'inizio potrebbe risultare destabilizzante, poiché durante la meditazione si avvertono sensazioni nuove e intense che ad un neofita potrebbero spaventare ed accrescere la paura invece di diminuirla. Ci sono vari tipi di meditazione e ognuna ho uno scopo ben preciso. Per quanto riguarda la paura le tecniche meditative principali si dividono in 3 fasi: 

  • calmare
  • prendere coscienza
  • riprogrammare

Calmare la mente non è cosa facile perché il cervello umano è abituato a lavorare incessantemente ed è bombardato da tantissimi stimoli esterni. I pensieri si susseguono senza sosta e spezzare questo meccanismo è molto difficile. Fare vuoto dentro la mente serve per allenarla a fare spazio a nuovi pensieri e ad essere pronti per la seconda fase della meditazione, prendere coscienza.  

Per quanto riguarda la paura la meditazione non deve limitarsi solo a svuotare la mente dai pensieri negativi, perché le ansie potrebbero bussare nuovamente alle porte, anche con maggiore insistenza. La seconda fase serve appunto a capire perché in noi ci sono queste paure, bisogna perciò entrare in uno stato di profonda trance, osservare le proprie paure e prendere consapevolezza del come si sviluppano.

La terza fase della meditazione serve per sviluppare tecniche immaginative e sviluppare nuovi meccanismi mentali. Le tecniche immaginative permettono di focalizzare l'attenzione verso dei pensieri positivi e calmanti. Possiamo immaginarci in una situazione piacevole o legarci ad un ricordo dell'infanzia che ci faceva sentire al sicuro. Mettendo in atto questi nuovi meccanismi mentali permetterà di affrontare le paure nel migliore dei modi.

In questo link meditazione troverete consigli e tecniche utili.

Non fidatevi di chi vi dice che meditare è semplice, molti confondono il rilassamento con la meditazione. Molti credono di meditare solo perché stanno immobili con gli occhi chiusi, ma si può meditare anche passeggiando con gli occhi aperti.  Concentrarsi totalmente su quello che si sta facendo in quell'istante è una forma fenomenale di meditazione. Provate a sciacquare i piatti concentrandovi solo su quello, vedrete che ben presto la vostra mente partirà per mille destinazioni. Fermare la mente su di una determinata azione è un ottimo allenamento. Questo metodo oltre ad allenare la concentrazione aumenta anche la forza di volontà. Quest'ultima è fondamentale per vincere le paure, perché dopo aver preso consapevolezza delle forze scatenanti che innescano le nostre paure dobbiamo avere la forza di volontà e il coraggio di sfidare le nostre paure e non ritornare ai meccanismi mentali che ci farebbero ripiombare nella paura. 

Può essere utile anche ascoltare determinati suoni durante la meditazione, come quelli scaturiti da campane tibetane, suoni binaurali o rilassanti.

Il respiro è un altro aspetto determinante per meditare correttamente e connetterci con la parte più intima di noi. Il respiro controllato ed osservato oltre a calmarci può farci cadere in uno stato di trance che è la chiave per lavorare al nostro interno. Durante lo stato meditativo possono manifestarsi angosce e paure irrazionali, ed è in questo caso che il respiro diventa ancora più importante per non spaventarci e mollare. La respirazione diaframmatica rimuove i blocchi emotivi e scioglie le tensioni muscolari. Focalizzare l'attenzione sul respiro è importante soprattutto per chi sperimenta la meditazione per le prime volte, per controllare che si respiri correttamente e per allenare la concentrazione.

La meditazione è una importante risorsa a nostra disposizione, molto antica e tramandata da millenni.  Anni e anni di esperienza e perfezionamento hanno sviluppato tecniche sempre più efficaci per farci vivere meglio. 

sabato 8 gennaio 2022

Tornare all'anormalità

Negli ultimi due anni lo slogan principale usato per ammansirci, oltre allo sciagurato "andrà tutto bene", è stato il celeberrimo "tornare alla normalità". Cioè tornare alla vita che facevamo prima che questo virus ci scombussolasse l'esistenza. Alcuni sociologi si sono spinti ad affermare che ci dovremo abituare ad una nuova normalità, un modello sociale più vicino a quello cinese che a quello occidentale finora da noi sperimentato. Ciò comporterebbe un ulteriore inasprimento della nostra capacità di autodeterminazione. Ma a quale normalità ci si riferisce quando si parla della vita pre-covid? Al tornare liberi come prima si dirà. Resta da capire però se prima eravamo davvero liberi. Certamente avevamo la possibilità di uscire liberamente, frequentare luoghi e persone senza restrizioni, lavorare senza subire ricatti. Ma oltre questo eravamo pur sempre in una gabbia, seppur dorata. Un recinto dove altri avevano già deciso molti aspetti della nostra vita, per cui la nostra libertà era ed è subordinata da molteplici fattori. Ma quando una persona è davvero libera? Solo quando può fare una molteplicità circoscritta di azioni? Quando può esprimere il proprio pensiero, le proprie idee che siano però gradite ad un algoritmo o coerenti rispetto ad censura sociale sempre più stringente. Nasciamo già dentro dei recinti, nei quali abbiamo l'illusione di essere liberi, cresciamo seguendo leggi e norme sociali più per convenzione che per convinzione. L'informazione a cui abbiamo accesso è scremata e costruita per manipolare e far convergere l'opinione pubblica verso una determinata idea precostituita. Le poche voci fuori dal coro vengono ostracizzate, ridicolizzate e messe a tacere. Le varie fazioni che si contrappongono in ambito politico sono una fetta della stessa torta, e i leader che sembrano farsi la guerra in realtà recitano un ruolo ben preciso, catalizzando e polarizzando una schiera di succubi elettori. La tecnica di trovare sempre un nemico, un capro espiatorio per raccogliere consensi è vecchia e ben remunerativa. Uno dei tanti stratagemmi per sviare e nascondere l'obiettivo principale, cioè il mantenimento del potere e del controllo. Il popolo che si illude di contare qualcosa solo perché vota è stregato dall'utopia di poter cambiare le cose. In realtà il campo d'azione dei politici è limitato da forze molto più forti, come il mercato e l'idealismo postumano. Le leggi vengono già decise e i cambiamenti sociali già programmati, nessun politico possiede la forza di opporsi, nemmeno il presidente degli USA. Viviamo in un mondo dove inconsapevolmente abbiamo ceduto il controllo delle nostre vite. Oltre a conoscere i nostri dati anagrafici, economici e medici chi decide i nostri destini conosce già tutto di noi tramite i social e le App che arbitrariamente utilizziamo. In un mondo simile è ancora lecito parlare di libertà? O sarebbe meglio parlare di libertà vigilata o simulata? In questo contesto definirsi liberi è estremamente difficile e azzardato. Ma c'è una luce dentro di noi che nessun governo, nessuna legge, nessun occhio malefico potrà mai scrutare, questa è la nostra coscienza. Lì noi siamo davvero liberi e possiamo in ogni momento scegliere con consapevolezza ciò che vogliamo essere e chi desideriamo ardentemente diventare. Questa è la vera libertà che risiede dentro di noi e nessuno ci potrà mai togliere senza la nostra volontà. Perciò il mio auspicio è quello di non tornare alla normalità, cioè a come eravamo prima, ma ad una anormalità, ossia a come non siamo mai stati, coscienti e consapevoli per vivere una vita davvero libera.


venerdì 7 gennaio 2022

Gli anni bui

No, non stiamo parlando del medioevo, (anche se questa accezione negativa non è sempre vera, vedasi le lezioni del Prof. Alessandro Barbero in merito), ma degli ultimi due anni. Un arco temporale relativamente breve in cui però si è concentrato un agglomerato di menzogne, approssimazione, cattiveria, stupidità e mancanza di logica da far invidia alle peggiori pagine della nostra storia. Pseudo scienziati, virologi sconosciuti improvvisamente saliti alla ribalta che tra superbia e vanità assurgevano all'olimpo della notorietà, dispensando consigli, dicendo tutto e il contrario di tutto, lanciando anatemi e insegnandoci come starnutire e lavarci le mani. Come avrà fatto il genere umano a sopravvivere finora senza i loro precetti rimarrà per sempre un mistero. Non starò ora qui a giudicare chi si è vaccinato e chi ha deciso di non farlo. Ognuno è libero del proprio corpo. Mi si potrà obiettare che un non vaccinato può contagiare, ma può farlo anche un vaccinato. Mi si potrà allora ribattere che un non vaccinato occupa un posto in ospedale e toglie posti a malati con altre patologie oltre ad essere un costo sanitario notevole, ma le altre patologie sono dovute in gran parte a stili di vita malsani e alimentazione disastrosa. Quindi bisognerebbe far pagare le spese di ricovero ad obesi, a chi fa uso di sostanze nocive (fumo, alcol e droghe), e anche a chi ha un incidente causato della propria stupidità. Questo è un piccolo esempio di come la società guidata da menti fallaci può incorrere in un pericolosa malevolenza reciproca. L'idea del secolo, ossia il super-mega-iper Green Pass non sta avendo gli effetti sperati, se gli effetti erano quello di contenere i contagi e le morti. L'unico risvolto è stato quello di spingere, o meglio dire obbligare le persone a vaccinarsi. Un vaccino strano, approvato in tutta fretta dopo una sperimentazione rapidissima. Un vaccino comprato dagli Stati dopo una trattativa segreta, i cui documenti non possono essere resi pubblici. Un vaccino che perde efficacia dopo circa 6 mesi, di cui nessuno si fa carico in caso di eventi avversi, che non previene il contagio, non previene la malattia, né la diffusione verso altri. Previene solo la forma grave di malattia, ma è bene ricordare che già senza vaccino le forme gravi della malattia erano riservate in maggioranza alle persone più fragili (anziani e persone con più patologie croniche) mentre la maggior parte dei positivi erano asintomatici o paucisintomatici. Non sarebbe stato più giusto quindi concentrare la vaccinazione solo a determinate fasce a rischio lasciando libere di scegliere serenamente tutti gli altri, soprattutto i bambini che sono pressoché immuni alla malattia? Non so voi ma a me una cosa imposta con la forza e col ricatto non mi convince e ispira fiducia. Non sarebbe stato meglio sviluppare cure domiciliari rapide per contrastare la malattia anziché puntare su un immunità che non si avrà nemmeno col 100% dei vaccinati? E poi non sarebbe stato meglio potenziare il sistema sanitario nazionale e dare maggiori risorse e personale per l'assistenza domiciliare? Si è data la colpa ai non vaccinati di diffondere il virus ed è stata scatenata, anche dai media e da noti influencers, una caccia all'untore di manzoniana memoria. Chi aveva la responsabilità di mantenere un popolo unito ci ha volutamente divisi. Non bastavano più le differenze economiche, ideologiche, partitiche, calcistiche, etniche, ecc.. Un ulteriore frattura sociale è stata creata, alimentata da cattivi maestri e ormai interiorizzata dalla maggioranza della popolazione. Tant'é che l'odio oramai pervade i cuori e non lascia spazio alla pietà. Per me chi sta male o muore a seguito del vaccino e chi muore di Covid 19 perché non vaccinato merita lo stesso rispetto e la stessa pietas. Chi insulta la "fazione" opposta e si rallegra per la morte altrui credendo cosi di portare verità alla propria causa si illude di vincere sul piano intellettuale tuttavia non si rende conto che sta perdendo la cosa più importante, la propria umanità. Ed è proprio ciò a cui mira chi detiene il potere, un popolo diviso e più facilmente governabile e soggiogabile. Un popolo che ha perso la propria anima, in cui ognuno vede l'altro come nemico o una minaccia, dove sopravvivere è più importante di vivere, e si è pronti a chinare la testa ad ogni ordine, anche il più demenziale. Non lasciatevi togliere la cosa più importante che avete, la vita, non intesa come mera sopravvivenza fisica, ma come esperienza amorevole e caritatevole, come libera consapevolezza del proprio essere e della propria autodeterminazione. Gli anni bui che stiamo vivendo passeranno e le persone riacquisteranno l'umanità perduta, io ci credo.



martedì 24 aprile 2018

La libertà di sperare

La storia del piccolo Alfie Evans sta suscitando innumerevoli reazioni, che con sfumature diverse si posso riassumere in tre diverse posizioni: chi è a favore dei genitori e del trasferimento del bambino in Italia, chi vorrebbe che i macchinari che lo tengono in vita fossero staccati, e chi non riesce a dare un giudizio netto vista la complessità dell'argomento. In questi giorni mi sono chiesto cosa farei io in questa situazione. Poi mi sono detto che io reagirei secondo la mia coscienza, la mia esperienza di vita, le mie convinzioni. Ognuno di noi reagirebbe in modo diverso. 
La vita e la morte sono dei misteri insondabili, forse i più grandi misteri dell'intero universo. Non ci sono certezze e voci univoche su questi temi. A chi appartiene la vita? A te stesso? Allo Stato? A chi si prende cura di te? A Dio? A nessuno? Chi può dirlo. So di non sapere diceva un celebre filosofo greco (Socrate). Cos'è la morte? Esiste un anima? Ognuno risponderà in base alla propria idea, al proprio sentire.
Sono convinto che ogni genitore lotterebbe per salvare il proprio figlio anche se ci fosse solo lo 0,01% di possibilità di salvezza. Non bisogna trascurare nemmeno la personalità dei genitori, la loro indole, il loro modo di vedere il mondo, la loro religiosità. Ecco è questo il punto. Può uno Stato arrogarsi il diritto di decidere il limite della libertà di coscienza di un individuo? Può limitare il sacrosanto diritto di sperare in un miracolo e di limitare in questo modo la libertà religiosa e spirituale di un individuo? Chi non crede ai miracoli può limitare la libertà di sperare in un miracolo? Dove finisce il diritto costituzionale e inizia quello del privato cittadino?
Si dirà che la legge vuole tutelare il bambino e su parere dei medici è giusto farlo morire e farlo smettere di soffrire, che le malattie neuro degenerative non hanno possibilità di un esito positivo. Si dirà pure che i genitori non possono giudicare perché emotivamente coinvolti, mentre un parere medico razionale e distaccato è più giusto. 
Obiezioni notevoli, ma che partono da un presupposto errato: l'infallibilità scientifica. Sono tanti i casi in cui la scienza è stata smentita da guarigioni inspiegabili, senza contare che la scienza, sopratutto quella medica non è ferma ma progredisce costantemente, cosi quel che ieri era la verità assoluta domani non varrà più perché smentita da nuove scoperte.
Il cervello è una macchina complessa, ancora non totalmente esplorata e i ricercatori spesso scoprono novità che contraddicono le scoperte precedenti ritenute assodate ed incontrovertibili scientificamente parlando. Peggio del bigottismo religioso vi è solo il bigottismo scientifico. 
In questi giorni ho letto sui social paragoni inappropriati con lo Ius Soli, dove la tragedia di un bambino è stata cavalcata a scopi propagandistici. Qualcuno si chiede perché concedere la cittadinanza italiana ad un bambino "praticamente morto" (cito le testuali parole, n.d.r.) e non ai bambini nati in Italia da genitori stranieri. Il punto focale è che la cittadinanza è stata concessa al piccolo Alfie non per mero capriccio, ma per consentire ai genitori del fanciullo di continuare a sperare, per mettere un freno ad una stortura burocratica e legislativa che mina la sacralità del libero arbitrio. Faccio notare poi che questi bambini "stranieri" in Italia godono degli stessi diritti dei bambini italiani, delle stesse tutele legali e sanitarie.
In conclusione credo di poter dire che nessuno meglio dei genitori del piccolo Alfie possano sapere cosa è giusto fare, semplicemente perché loro lo amano, e chi ti ama davvero fa di tutto per tenerti con sé ma è anche il primo che ti lascia andare quando si accorge che tutto è finito, che anche l'ultima speranza è svanita e soffrire è ormai inutile.